Alfredo Balletti (Comal): l’Italia ha raggiunto il quinto posto al mondo nell’energia solare

Il sole costa ora come il petrolio

Il Covid ci ha insegnato che non possiamo continuare a sfruttare il pianeta, perciò l’energia solare e in generale tutte le forme di energia rinnovabile registreranno una crescita notevole, anche perché alla luce dell’attuale rapporto costi/benefici l’investimento in fonti rinnovabili è molto attraente e se pensiamo ai grandi parchi energetici i fondi d’investimento sono molto interessati.

Se poi vi fosse meno burocrazia, senza i lacci e lacciuoli che rendono lungo e faticoso ricorrere all’energia solare, la transizione verso le energie pulite sarebbe più veloce. Finora però le richieste in tal senso non sono state ascoltate dalla politica.

Positivo è invece il recepimento della direttiva europea sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili che consente allo Stato di intervenire laddove le Regioni frapponessero estenuanti lentezze od ostacoli ingiustificati alla realizzazioni di nuovi impianti. Più in generale, quanto al consumo di energia il crollo di marzo aprile, a causa del lockdown, ha inciso sul prezzo passato da 42 euro per mega watt a 28 euro, poi vi era stato il recupero, coi valori tornati nella media. Adesso bisognerà verificare l’andamento di questa nuova fase dell’epidemia che senza dubbio inciderà anche sui consumi di energia»: Alfredo Balletti è azionista e direttore esecutivo di Comal Group, specializzato nella realizzazione (e gestione) di impianti fotovoltaici di grande dimensione, un settore fino a pochi anni fa predominio quasi esclusivo di aziende estere ma il made in Italy è riuscito a recuperare e ora è in grado di fare la sua gara e di affacciarsi anche sui mercati stranieri. Comal (25 milioni di fatturato, 70 dipendenti) ha sede a Montalto di Castro (Viterbo) dove nel 1987 è stata bloccata la costruzione della centrale nucleare, con un bagno di sangue economico pubblico enorme. Alla centrale nucleare collaborava il gruppo guidato da Balletti che ha realizzato una grande riconversione: dal nucleare al solare. Un esempio della duttilità e della capacità dell’imprenditoria italiana.

Ora non solo a Montalto di Castro è in attività uno dei parchi fotovoltaici più grandi d’Italia ma ne sono sorti altri nelle vicinanze e la Tuscia produce 1,4 GigaWatt di energia pulita, un record mondiale nel rapporto superficie/produzione energetica da fonti rinnovabili. Dice: «Il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima 2030 potrebbe consentire al nostro paese, se realizzato, di fare un salto di qualità in tema di sostenibilità ambientale. L’energia solare rappresenta una fonte sostenibile e allo stesso tempo efficiente, con le tecnologie attuali è in grado di coprire le richieste da parte di aziende, privati e pubblica amministrazione».

Domanda. Quali passi avanti ha realizzato il made in Italy?

Risposta. Ricerca e sviluppo in questo settore sono fondamentali e le aziende italiane si sono impegnate con investimenti significativi. In pochi anni sono stati fatti importanti innovazioni. Noi per esempio dopo lunghi studi siamo riusciti a realizzare una struttura di supporto ai pannelli che permette di ottimizzare l’inseguimento solare come se i pannelli fossero girasoli e anche di posizionarli orizzontalmente, evitando danni in caso di forti raffiche di vento. Inoltre sono controllabili da remoto. Ora stiamo sperimentando i pannelli bifacciali. in grado di produrre energia anche dal retro: questo sarà il futuro.

D. Che voto dare al nostro Paese?

R. Gli imprenditori italiani hanno fatto miracoli, aiutati da una maggiore, generale consapevolezza ambientale. L’Italia è il quinto Paese al mondo per potenza solare installata e quarta per la capacità fotovoltaica pro-capite. Un traguardo di cui andare orgogliosi. Si può aggiungere che il 40% della capacità fotovoltaica europea è detenuta da investitori istituzionali e da altri player finanziari tra cui utilities, fondi infrastrutturali, compagnie di assicurazione, fondi pensioni.

D. Quando si raggiunge la convenienza economica di un parco solare?

R. In passato gli impianti hanno goduto di incentivi statali che hanno calamitato investitori stranieri grazie ai contributi a pioggia. Da qualche anno non ci sono più incentivi ma oggi si può finalmente comprovare che con impianti efficienti l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili ha lo stesso costo dell’energia prodotta da fonti energetiche convenzionali come il fossile o il nucleare.

D. Gli impianti fotovoltaici possono sorgere solo in zone particolari?

R. Un sistema di pannelli solari ottiene la massima resa a circa 25 gradi centigradi, per cui tutte le Regioni Italiane possono decidere di utilizzarli ed è per questo motivo che l’Italia ha le condizioni ideali per l’installazione di campi fotovoltaici, vi è un’ottima combinazione tra irraggiamento solare e temperatura esterna per tutto l’anno in quasi tutte le regioni italiane. Se consideriamo che la Germania è leader europeo con il 36% di produzione di energia fotovoltaica, l’Italia ha ancora potenziali enormi.

D. Si arriverà a dotare le auto elettriche di pannelli solari anziché le attuali batterie?

R. Il fotovoltaico non è ancora una soluzione percorribile nel settore dell’automotive per via delle dimensioni dei pannelli, troppo grandi. L’elettrico è in grandissima ascesa e l’integrazione tra batterie e ricarica tramite energia solare è una scommessa da vincere. Infatti per mantenere effettivamente green una autovettura elettrica occorre che anche la produzione di energia tramite la quale esse si ricaricano sia generata da fonti rinnovabili ed ecocompatibili.

D. Si sta affacciando anche l’idrogeno come fonte energetica pulita.

R. Senza dubbio, ma bisogna sgombrare il campo dall’ipotesi che vi sarà concorrenza tra le energie rinnovabili, in realtà si arriverà alla loro integrazione. Quanto all’idrogeno, ha ancora notevoli problemi di stoccaggio e ci vorrà tempo prima di poterlo usare in maniera massiccia per produrre energia, calore e trazione. La tecnologia diventerà un forte alleato per garantire un’efficace interazione tra fonti alternative con vantaggi per l’ambiente, gli operatori di rete, i consumatori. Per esempio sistemi altamente automatizzati potranno consentire ai distributori di rendere pienamente flessibile la gestione e il controllo della rete elettrica perseguendo una reale decentralizzazione delle fonti di energia.